Antonibon Barettoni

Il primo documento conosciuto che parli di un Antonibon in veste di ceramista data 3 Settembre 1685. In esso il Senato Veneziano conferma a lui e ad altri due soci il possesso di molini “per pestar sassi e macinar colori per le pignatte”.

Una quarantina d'anni dopo il figlio di costui, Giovan Battista, presso il Veduta della Villa di Nove, databile anteriormente il 1790. Sullo sfondo la fabbrica Antonibonpalazzo paterno Dipinto su tela eseguito nel 1943 Facciata della fabbrica Veduta aerea Androne Interno Giardino Interno Interno Interno Interno Antico tornio Interno Vassoio decorato a mano Vecchio forno a legna, pianterreno Vecchio forno a legna, piano superiore Vecchi magazzini Vecchi magazzini Concerto in giardino Decorazioni Cena sotto le stelle di Nove, diede inizio ad una vera e propria dinastia di ceramisti che seppe sviluppare e mantenere una produzione di elevatissimo pregio, tanto che nel 1732 la Repupplica Veneta concesse importanti privilegi. Successivamente la fabbrica fu premiata con numerosi riconoscimenti internazionali.

Nel 1907 la fabbrica diventa di proprietà di Lodovico Barettoni, avvocato di Schio, a cui successe il figlio Guglielmo, ingegnere chimico, e successivamente il figlio di costui Lodovico che con la sua famiglia ne detiene oggi la proprietà.

Coaudiuvati da giovani e geniali artisti e forti della grande tradizione, la fabbrica ha saputo rinnovarsi con vivacità ed originalità, sempre attenta alla ricerca cromatica ed all'armonia delle forme, con una raffinata produzione che oltre a riproporre gli intramontabili modelli degli Antonibon, offre una raffinata produzione in cui la Natura è la principale fonte ispiratrice.